domenica 3 ottobre 2010

L'anfiteatro Morenico? Deve esser bello..

Sveglia alle 3:00; il contenuto della caffettiera da quattro in una tazza, con l'aggiunta di un goccio di latte e una manciata di sbriciolume di biscotti, ingurgito il tutto e poi via; quando esco al buio e salgo sul mio amato e vecchio pandino, manca poco alle quattro meno venti.
Fuori è umido, c'è una leggera nebbia, è tempo da pioggia; il parabrezza si riempie di goccioline e le spazzole dei tergicristalli fanno lentamente avanti e indietro; la radio mi farà compagnia, ma data l'ora e le condizioni meteo, non oso far girare il nastro dei Doors; vado di sintonizzatore, scanso un programma di politica, ma rimango catturato e stupito da una specie di Forum senza la Dalla Chiesa; due signore anzianotte si lagnano di un incidente d'auto.

I chilometri passano; un po' per le condizioni meteo, un po' la zona della gallerie del Lago Maggiore, mi ritrovo a dei continui cambi di frequenze; musica classica, bella si, ma se l'ascolto a quest'ora, con la macchina ci vado a sbattere, musica unzunzunzunz da trip (..il venerdì notte), peggio che andar di Doors; non so proprio cosa scegliere, qui fuori dalla mia contea le frequenze son tutte diverse; gran fruscii dalle casse e poi alla fine, arrivato nei pressi di Borgomanero, faccio pace con la radio e trovo una frequenza che fa per me.
Il viaggio di 155km dura due ore, complice anche qualche deviazione fuori programma, contro montagna tra vie senza nome e senza cartelli stradali.. ma il mio panda mi porta comunque su; sale, sale, curve e tornanti, e lui sale; un vero torello.
Arrivo ad Andrate che è ancora buio, oltrepasso il paese ed infine arrivo al luogo del ritrovo; quando scendo dall'auto, mi dirigo verso l'unico edificio con la luce accesa tra i prati; un trailer mi dice che lì distribuiscono i pettorali di gara.
Strana gente si aggira nelle ombre, tra camper ed auto; qualcuno parla, lampade frontali che vanno e vengono, poi arrivo alla luce dell'edificio e appaiono barbe lunghe, tatoo tribali, qualche piercing, bandane, rasta e figli di buona donna, tutto in un'unica tribù dai costumi bizzarri e coloriti; entro con un sorriso.
Nel centro del salone, due tizi stanno combinando qualcosa, ma è uno che focalizza completamente la mia attenzione; ha un mocio al posto dei capelli e una barba rubata ad una capra che scende dritta dal mento; con movimenti rotondi, lenti ed eleganti, si sta fasciando le dita dei piedi in punti nevralgici; che sia di quei giovani che per divertirsi si davano fuoco alle dita dei piedi?
Tutto di lui vuole far sapere che sa quel che sta facendo, e sicuramente lo sa.
Il pettorale di gara! 
Torno in me e vado dalle "distributrici di pettorali", tutte donne; aspetto il mio turno, che viene dopo tre splendidi esemplari maschi che improvvisano un piccolo show di simpatia, poi tocca a me; mi appioppano il mio ed un sasso piatto con scritto Morenic Trail; lo prendo nel palmo, lo guardo stranito, e facendo lo splendido e simulando incompetenza, chiedo: E' da lanciare? Ho dato del mio e le risatine soffocate mi soddisfano: No è il testimone per la staffetta.
Sto al gioco, e chiudo il siparietto con un aah rincuorato; saluto e vado.
Quando sono le 6:30 torno all'auto per completare la vestizione, ma solo dopo aver incontrato Stefano e Mika con i loro amici, e i miei compagni di staffetta, Barbara e Bob; mi ci scappa pure una concimata dei vicini campi, proprio vicino ad un aratro; l'erba è alta e bagnata, le mie A2 sono già completamente inzuppate..  spirito trail autentico.
Sono molto coperto e colorato; berretto dismesso dal mio tesoro, bianco e fucsia, giacca impermeabile arancione, granata e grigia, con sotto una maglia maniche lunghe bianca, gps blu, corsari invernali neri, calze arancioni e scarpe gialle; sopra zaino tecnico rosso e grigio, con allacciatura a gilet, contenente come da regolamento, un sacco di cose: borraccia con mezzo litro d'acqua, una barretta energetica, benda elastica, coperta termica, due lampade frontali con entrambe le batterie di ricambio, fischietto e cellulare (ci sarebbe anche la giacca che ho indosso e dei cotton fioc, ma sono facoltativi..li lascio a casa); minaccia pioggia (anzi forse già cade fine, non ricordo), se dovesse succedermi qualcosa, di certo i soccorsi non tarderebbero a trovarmi, confido su quello, e non mi porto la pistola lancia razzi di segnalazione.
Torno all'edificio, ed il briefing è già iniziato; il salone è colmo di trailers da 109km in un sol botto, zainetti, bastoncini, uomini d'avventura.. secondo me qualcuno almeno il pugnale lo ha; lo speaker, con voce scocciata chiede più volte l'attenzione di tutti i presenti, Dio compreso; pochi minuti e son già scocciato anche io dalla sua voce.
Non so forse ho bevuto troppo caffè, forse l'ambiente insolito mi pare buffo, forse immagino tanti piccoli marines con la frontale in testa, che si battono il petto e si scambiano pacche sulle spalle, tasche su tasche ovunque, lacci, laccini e laccetti, elastici, bandane, berretti, borracce, bicchieri, mestoli, tavolini da picnic, e fornelletti, appesi ovunque..si sto immaginando tutto, archi, frecce e cerbottane, caccia grossa, forse.. dov'è il mio Avatar?
..là fuori sarete soli, dovrete contare solo su voi stessi!
..e lasciaci andare caxxo!
Un discorso lungo e ripetitivo; riferimenti e richiami al road book, un foglio dalle dimensioni generose di un A3, alla cartina, ancora più grande, che se malauguratamente tutti i presenti l'avesse aperta, sarebbe arrivato subito il leggendario criceto gigante dell'Anfiteatro Morenico e quella stanza sarebbe diventata la sua tana; anche io ne voglio una di cartina, ma non ce ne sono più e guardo con velata invidia, chi la possiede.
Ecco vedete quel simbolo in alto a destra.. gente che le gira e rigira tra le mani le carte topografiche, tutti all'ordine dell'oratore; il personaggio è logorroico, ci regala un quarto d'ora extra di blablabla, e una volta finito, continua a farlo seguendoci fuori, fino alla linea di partenza, senza smettere mai di parlare; infine con qualche maledizione anche da chi mi sta accanto, alle 7:15 si decide a fare, con suo divertimento, il conto alla rovescia.. e finalmente, siamo liberi di correre il più lontano possibile da lui.
Partenza su asfalto dalla prima fila; zaino in spalla e frontale in testa, ma parto svelto, un primo tratto in piano e poi si sale per un chilometro; sono quarto quando addentrandoci nel bosco si inizia a scollinare; la coppia dei primi due ha una quindicina di metri di vantaggio, io invece seguo quasi a ruota il terzo.
E' ancora abbastanza buio e mi rendo conto, di non vedere più i primi; sorpasso il terzo e proseguo per un po' con lui che fin quando può, mi chiede se la strada è giusta, poi perde sempre più terreno e rimango solo; il sentiero è ampio, pochi minuti di silenzio con i miei passi e ne sento nuovamente altri dietro di me; a raggiungermi è uno di quei due che erano in testa, mi affianca e in un attimo mi sorpassa; aveva sbagliato strada, ecco perché era sparito.
Lui accende e spegne la frontale nel sottobosco, si deve far attenzione a non inciampare sul sentiero e a non perdersi i cartelli che indicano la via; la corsa è veloce, io lo seguo, disabilitando il visore notturno d'ordinanza (spengo la frontale) e lo ripongo definitivamente in una tasca; non so perché lo faccio, sento solo una voce nella mia testa usa la forza Furio; il giovane che ho davanti prosegue rapido e di tanto in tanto inciampa, il vecchio Jedi che insegue, cioè io, si mantiene a qualche metro di distanza, avanza con passo deciso.
Ho caldo, apro quel che posso della giacca, prima di incontrare la resistenza dello zaino, ma sembra non bastare; poi inizia a piovigginare e il sudore si raffredda, così inizio a stare veramente bene; il sentiero è sempre largo, ma il sorpasso è rischioso, lui scende forse fin troppo cauto ed un nuovo corridore ci raggiunge, usa la forza Furio; cambio passo e lo infilo a destra, mettendo i piedi nel fitto del sottobosco, all'avventura!
Siamo noi tre soli, io in testa, giù a manetta per sentieri, ci resto per forse un chilometro, guadagnando anche qualche metro, poi mi sento chiamare, ehi!
Scoppio a ridere, mi fermo e torno sui miei passi,  risalendo per meno di una decina di metri; imbocco il piccolo sentiero che non avevo visto e lentamente mi riaggancio a loro; da qualche chilometro abbiamo raggiunto una gippabile, piove ed è tutto grigio, ma ora c'è luce.
Lasciamo andare le gambe e chi ci aveva raggiunto inizia a perdere terreno; corro discretamente bene, ma ho leggermente fastidio al polpaccio ed al quadricipite femorale, entrambi della gamba destra; correre con lo zaino mi da un po' noia; Enrico, il ragazzo che fa il passo, corre bene e probabilmente ad occhio, non ha tutto l'armamentario che mi porto appresso io; è anche vestito più leggero..
Con il passare dei chilometri inizio a perdere qualche metro da lui, molto lentamente ma si allontana; si corre sempre in discesa e non cerco di stargli attaccato a tutti i costi; non voglio scassarmi e dopo la maratonina del Vco, non ho più corso nemmeno un chilometro.
Prima dell'unico ristoro, a Magnano, che è posto a metà tappa, arriviamo in un falsopiano; lui ha una ventina di metri di vantaggio, forse di più, lo vedo appena entrare in un boschetto; quando tocca a me imboccarlo, vedo dei cartelli, ma la loro disposizione mi confonde; rallento, quasi mi fermo e poi riprendo velocità, con il leggero dubbio di aver sbagliato; proseguendo incontro i nastri di plastica scendere dai rami degli alberi, la strada è giusta.
Esco dal boschetto, altro bivio, e qui son costretto a fermarmi; non riesco a capire e a decidermi stavolta; rimango fermo un po' troppo, rifletto e riparto; ritrovo i nastri di plastica, la strada è ancora quella giusta, ma di Enrico non 'è più traccia; rifletto sull'importanza di non sbagliare strada, per Bob e per Barbara.. non corro solo per me.
Corro sempre solo, completamente bagnato e infangato, lontano da tutto e tutti; da quando siamo partiti ho visto solo sentieri, boschi e nebbia.
Ho passato l'unico ristoro all'undicesimo chilometro, senza fermarmi e dopo una decina di minuti, un altro punto del tracciato mi costringe alla sosta; peggio di prima, non capisco da che parte devo andare; la scelta è tra una strada asfaltata che scende e una sterrata che sale leggermente.
Dopo un po' prendo lo sterrato e corro avanti ma con poca convinzione, facendo balenare gli occhi ovunque in cerca di un indizio; non sono convinto, torno indietro al bivio e mi fermo nuovamente a fissare il cartello; il tempo passa ed in lontananza arriva il tizio che ci aveva raggiunti molti chilometri prima; chiedo a lui, che monto gentilmente mi indica la strada asfaltata che scende.. lo ringrazio e riparto poco prima che mi raggiunga.
Ormai il primo deve avere un gran margine di tempo e poi correva bene.. difficilmente lo rivedrò.
Rassegnato, proseguo comunque con un buon passo ma senza strafare, negli ultimi chilometro il percorso cambia e spesso brevi discese tecniche si alternano a falsi piani o piccoli strappi in salita; dietro di me nessuno mi segue, ma l'unica cosa importante ormai è davvero dare il cambio alla staffetta.
Continuo a correre e ormai dovrei esserci, qualcuno su un tratto asfaltato mi informa che mancano tre chilometri, possano lentamente, anche qui c'è la nebbia; ormai dovrei esserci, appare un pescatore, il lago deve esser vicino, poi un'altra persona là avanti c'è il ristoro bravo!
Arrivo in un ampio spiazzo, tra auto parcheggiate e qualche decina di persone che applaudono e mi incitano, sento e vedo Barbara che urla e salta come una matta e tutti iniziano a scattarmi foto mentre uno mi riprende pure.
Barbara mi abbraccia, mi dicono bravo, ricevo pacche sulle spalle e sono un po', anzi tanto stupito; penso, che è successo, fan sempre così nei trail?
Do il sasso a Bob, occhio ai cartelli, in bocca al lupo!
Lui dopo qualche secondo parte.
Come è andata? mi chiede Barbara.
Mah abbastanza bene, ho rischiato di perdermi qualche volta..mi son dovuto fermare; il primo è tanto che è arrivato?
Ma sei tu il primo!
Rimango stupito e un po' deluso; ma no c'era un ragazzo con la maglia bianca, aveva la scritta Enrico sulla schiena, il primo era lui..
Qualcuno inizia a chiedermi e dopo un paio di minuti, arriva chi mi aveva aiutato a non sbagliare strada (il "terzo"), lo saluto e lui prosegue; si fermerà alla seconda tappa di 35km mi dicono.
Passa il tempo ma di Enrico non c'è traccia; arriva qualche altro staffettista che si ferma, poi i primi marines del trail completo, e via via tutti gli altri ed anche Enrico, che si era perso veramente.
Per tutti quelli che passano ci sono parole di incitamento, rilassate e mai sopra le righe; bell'ambiente.
Parlo un po' con Enrico e i suoi amici, penso proprio che a fine tappa sarebbe arrivato prima di me, glielo dico chiaramente.
Aspetto Stefano con Mika, che arrivano negli stessi momenti, sporchissimi; li saluto, saluto Barbara che andrà a piazzarsi alla prossima tappa per correre oltre 50km (a breve sul suo blog, un completo resoconto del Morenic Trail) , ed infreddolito vado finalmente a cambiarmi e riparto in auto per il viaggio verso casa; ad aspettarmi là c'è il mio tesoro, ha pensato a tutto lei.. pranzo compreso.
Primo assaggio di trail vero, me gusta; un unico rammarico, a causa della nebbia, non ho visto nulla di queste terre; spero di poterci tornare. 

18 commenti:

Pimpe ha detto...

a yellostone sei imbattibile , conosci tutte le strade .. volevano arrivarti davanti ?? :-)))

Patty ha detto...

mi sa tanto che in queste gare studiare a memoria il road-book sia essenziale.........e bravo l'orsetto ;-)

Patty ha detto...

P.S............adoro le clave dei Flinston ihihih

fathersnake ha detto...

Ottimo! Considerando che giocavi fuori casa, e quasi al buio :-)
Certo che in queste gare sapersi orientare è quanto mai importante.

Hal78 ha detto...

Gran bel racconto. Sembra il riassunto di una puntata di Wacky Races .
Complimenti. Complimenti Dastardly. Belle trappole.

Kikko ha detto...

Racconto bellissimo,prima o poi un libro sulle tue corse lo devi scrivere...potresti venderne molte copie:)
Deve essere stata proprio una bella esperienza,e poi anche se non era la tua contea ti sei districato meglio di tutti...bravo padron Frodo:)

Barbarella ha detto...

ancora GRAZIE DI CUORE x avermi dato la possibilità di fare la mia personale impresa in questi luoghi a me tanto cari!!!!!!
A breve uuna cena ce la piazzo ;-)

GRANDE FURIO!

Luca "Ginko" ha detto...

Ciao Furio, sono d'accordo con Kikko, hai le capacità per scrivere un libro oltre a saper correre forte. Volevo solo chiderti come fai a ricordarti così tanti particolari. Scrivi il post subito dopo aver corso?

Furio ha detto...

@Ginko e Kikko
Vi ringrazio, siete troppo buoni..stampatevi le pagine e fatevi un bel libro :-D

Luca, di solito, se ho vissuto qualcosa di emozionante (bello o brutto)e desidero "fermarlo", cerco di scrivere il prima possibile; ad esempio questo l'ho scritto di getto tra le 6 e le 8:30 del mattino (24 ore dopo), prima che si svegliassero i bimbi; poi una ripassata a correggere ci sta..

Kikko, no non meglio di tutti, 22km da staffettista è un gioco da ragazzi, 109 da marines; sono due cose completamente diverse.

@Hal
Bello quello!! :-D

@Fathersnake
Si e io ed Enrico eravamo alla prima esperienza..ecco perché continuavamo a perderci :-D

@Patty
Road book??!
All'avventura!!!

@Pimpe
Guarda che Enrico ce l'aveva quasi fatta ad arrivarmi davanti..è stato solo meno fortunato di me; del resto a detta del mio tesoro, ho un gran (se non ricordo male dice anche BEL) culo :-)

@Barbarella
Grazie a te di avermi fatto conoscere sta tribù di matti :-)

nicolap ha detto...

Non sapevo che ai trail ci fosse l'obbligo di tirarsi dietro tutta una serie di cose nello zaino. Io casco per terra anche se solo mi si mette uno zaino vuoto in spalla e mi si chiede di correre...
Lavate bene le scarpeeee?

Diego ha detto...

Bel racconto !....vecchio jedi....

Oliver ha detto...

Bello leggerti Furio, la testa da trailer ce l'hai, e correre da "selvaggio" è il tuo mondo, prima o poi un pensiero serio ce lo farai, me lo sento. E poi vai sempre benone, nonostante gli acciacchi. Brau!

franchino ha detto...

Come primo assaggio mi pare che te lo sia gustato bene e che ti sia pure piaciuto parecchio!

Furio ha detto...

@Nicolap
Si le ho lavate abbastanza bene..
Penso che lo zaino e le munizioni di riserva, siano obbligatori solo per i raid lunghi.

@Diego
..Maestro Jedi, prego.. :-D

@Oliver
Grazie.. si mi piace correre nel verde, e la piccola parentesi della Vco, con il ritorno al cronometro in gara non mi è proprio piaciuta; per il futuro, non so, passo passo, a seconda di cosa avrò voglia e potrò permettermi, ciao
Ps la concorrenza per arrivare nelle prime posizioni alla prima tappa era davvero poca; chi corre 109km con oltre 2000 D+ non può permettersi di scherzare.. non fa testo la mia posizione.

Furio ha detto...

@Franchino
Si è stato divertente e l'ho trovato molto differente come genere di corsa.
Esperienza da ripetere certamente, magari su un percorso più impegnativo.

Barbarella ha detto...

Qlc dato su Enrico (che ho conosciuto meglio dopo):
bel giovane... ;-)
23enne... ;-))
stradista e podista da 1 anno

Barbarella ha detto...

@FURIO: "molto differente come genere di corsa" e aggiungerei ..."mooltoooo differente, in meglio, come ambiente!"

Sai che in un tratto dove procedevo al passo mi si è affiancato un 'marines', ha rallentato e mi ha chiesto se tutto era ok o se avessi bisogno di aiuto...sul subito non ci ho fatto caso, poi mi sono resa conto che era il 3° in classifica assoluta!!!

Hai mai visto scene così nelle corse su strada?

Lucky73 ha detto...

sono stato da quelle parti per la 5laghi, son posti bellissimi e nel tuo post si "respira" proprio aria di Trail e di Cavernicoli eh eh ...
Devo farti conoscere il mio amico Franz Rossi, ormai stai diventando un trailer coi fiocchi :-) ...

Fossi in te ci farei un pensierino (http://www.ultratrailmb.com/) , un mio amico l'ha "corso" 2 volte e mi ha raccontato tutto ...mmmmm....ce l'ho già scadenziato dopo i 40 :-)